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6 anni fa
Alzaia Naviglio Pavese, 396, 20142 Milano MI, Italia
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L'itinerario cicloturistico di 45 km lungo il Naviglio Pavese e nella campagna circostante parte da Milano e tocca le località di Binasco, Mairano, Zibido, San Pietro Cusico, Gudo Gambaredo, Moirago-Museo Salterio e ritorna a Milano. 

Si possono visitare a scelta le cascine Conigo, Tavernasco, Femegro, Grande. 

In alcune di esse è possibile acquistare i prodotti della cascina e fermarsi a pranzare.

Prima di rientrare a Milano si può visitare il Museo Salterio a Moirago.

Di seguito le mappe, le caratteristiche e una descrizione dei luoghi attraversati.

 

Pedalando alla scoperta del Naviglio del sale e delle sue cascine

da Milano ticinese lungo il Naviglio Pavese

 

Mappa dell’itinerario completo

 Mappa da Binasco a Mairano                          Mappa da Mairano a Zibido

    Mappa da Zibido a San Pietro Cusico, Gudo Gambaredo e al Museo Salterio

 

Scheda dell’itinerario

  • Itinerario cicloturistico di 45 km lungo il Naviglio Pavese e nella campagna circostante ideato da Manu e Mimmo e testato con loro da un gruppo di 15 ciclisti, compresi 3 ragazzi.
  • Percorso completamente pianeggiante, adatto a tutti.
  • Tipo di bici: tutte.
  • Percorso completamente asfaltato tranne 1 Km di sterrato su ampia carrareccia.
  • Percorso su ciclabile protetta al 50%. Il restante 50% su carrabili di campagna a bassissima, quasi nulla, percorrenza automobilistica.


Primo tratto da via Conchetta a Binasco

 

Partenza dalla Conca cittadina del Naviglio Pavese, in via Ascanio Sforza angolo via Conchetta stando sull’alzaia del Naviglio (lato destro uscendo da Milano).

Al semaforo, attraversiamo la circonvallazione e costeggiamo il Naviglio per 15 km fino a Binasco. I primi 5 Km sono su strada a traffico misto, i restanti 10 Km su pista dedicata.

 


Dopo 1 km, sulla sponda opposta del Naviglio, vediamo l’edificio degli ex Molini Certosa, manifatturiera abbandonata da tempo. Fino agli anni 90’ una gru in ferro, usciva dall’ampio finestrone per il carico e scarico delle granaglie dal Naviglio.

 

 

Proseguendo, sulla destra il nuovo Parco della Conca Fallata, realizzato in seguito alla costruzione di nuovi quartieri. Al civico 254 una casa gialla resta a testimonianza dei vecchi insediamenti.

 

Al km 2,3 la Conca Fallata. Per sfruttare il salto dell’acqua, il Comune di Milano aveva dato il via ad un investimento cospicuo (quasi 2 milioni di euro) per allacciare una centrale idroelettrica (l’edificio è sulla destra). Purtroppo la crescita continua di alghe impedisce alla centrale di funzionare. Un investimento inutile?

 
Subito dopo la Conca a destra del Ponte, civico 260, la ex Cartiera Binda, oggi trasformata in appartamenti. La cartiera sfruttava proprio il salto del Naviglio per trarre energia. 

Da qui fino ad Assago l’Alzaia Naviglio Pavese è strada a doppio senso. Incontriamo il passaggio del Lambro Meridionale sotto il Naviglio, i ristorantI fuori porta “Carlotta Cafè” e “Erba Brusca”. In angolo con via Gattinara, il ponte in ferro detto dell’Annone (dal nome della cascina di fronte, oggi semidistrutta). Il ponte collega il Naviglio con il quartiere Basmetto e oltre con il Gratosoglio.

 

Subito dopo il cartello Cascina Venina, comincia al km 5 la vera e propria pista ciclabile del Naviglio Pavese, che porta fino a Pavia. Facciamo attenzione, però, perché in corrispondenza dell’imbocco della pista c’è una curva cieca con auto che provengono dal centro commerciale di Assago!

 



Da qui in poi iniziamo a godere appieno dell’acqua e del verde della campagna del Parco Agricolo Sud, in totale sicurezza.

 

 

Al km 7 notiamo un ponticello in pietra e gli ex Molini di Rozzano, recentemente ristrutturati.

 

Al km 8,2 la Conca di Rozzano, splendido esempio di archeologia industriale del secolo scorso, purtroppo abbandonata. A ridosso ciò che resta dell’ex opificio de Schappe, per la filatura della seta, chiuso nel 1953.

Al km 9 un altro manufatto importante che ha bisogno urgente di manutenzione: la Darsena di Rozzano. 

Proseguiamo fino al km 9,6, arrivando a Moirago, frazione di Zibido San Giacomo. Sulla destra la Cascina Salterio, di origini antichissime, con struttura a corte aperta, con villa padronale a chiudere la corte, circondata dalle abitazioni dei lavoratori, le strutture per ospitare i grandi macchinari agricoli, le stalle, i fienile e gli orti. Oggi è sede del Museo Salterio Officina del Gusto e del Paesaggio inaugurato a maggio 2015, che consigliano di visitare al ritorno dell’itinerario.

 

Km 11,7 Badile.   La ciclabile si sposta sulla sponda sinistra del Naviglio, per cui è necessario girare a sinistra sul ponticello e subito a destra.

 

Km 14,5 in prossimità di Binasco, ci immettiamo in un sottopasso. Prima di imboccarne un secondo, che ci permetterebbe di proseguire per Pavia, abbandoniamo la ciclabile del Naviglio Pavese e tenendo la destra saliamo – meglio con la bici a mano - sulla provinciale da percorrere per un brevissimo tratto, dove ci immettiamo facendo ovviamente attenzione, tenendo la destra. Dopo 200 metri si entra in Binasco.

 


Dopo 15 km di pedalata, eccoci al Castello di Binasco. Ci meritiamo un caffè sotto i portici. La piazza, pedonalizzata, del paese è sempre piena di gente e si respira una bella atmosfera. La pista ciclabile vera e propria, interrotta in questo breve tratto di Binasco, riprende all’uscita del paese subito a destra del castello.

 

 

 

Secondo tratto da Binasco a Mairano e da Mairano a Zibido

    

Superato il castello, giriamo a destra in via Don Albertino. Allo STOP, si percorre via Turati. Arrivati al centro sportivo con bar trattoria ritorniamo sulla ciclabile. Superiamo via Neruda e andiamo dritto; facciamo il sottopasso tenendo sempre la destra. Siamo su viale delle Industrie. Superato un altro sottopasso al km 16,2 dobbiamo portarci sul lato opposto della strada, come se effettuassimo in bici una inversione a U. Girato l’angolo, attraversiamo la strada su strisce pedonali per imboccare la ciclabile che riprende appunto dal lato opposto (direzione Noviglio, Mairano), parallela alla SP 203.

 

Dopo 550 metri, vediamo sulla destra la grande Cascina Conigo. Attraversiamo la provinciale per visitarla. E’ un complesso imponente totalmente circondata da mura e con un ampio arco d'ingresso sul quale spiccano le teste scolpite di buoi e cavalli. Sul lato destro si trovano gli edifici una volta riservati alle maestranze. In un secondo cortile interno, tra stalle e magazzini, si trova l'Oratorio di S. Maria Nascente.

 

Ritorniamo sulla ciclabile e al Km 18,3 superiamo la Cascina Conago. Al Km 19, in località Domenegasco, abbiamo a destra la Trattoria La Madonnina. Da sperimentare……… (tel. 02 9006027).

 

Al km 19,5 la ciclabile attraversa la provinciale con un semaforo a chiamata. La pista entra nell’abitato di Mairano (frazione di Noviglio) e termina poco dopo. Proseguiamo su una stradina poco trafficata (via Guido Rossa); superiamo l’Antica Osteria del Pescatore con cucina tipica della bassa lombarda, rane e pesciolini fritti compresi (tel. 02 9006018).

 

 

Proseguendo dritti si passa il Municipio, quindi il Monumento ai Caduti della grande guerra, la Chiesa di San Michele Arcangelo. Siamo al Km 20. Uscendo da Mairano la strada, pur se non ciclabile, è veramente a bassissimo livello di traffico. Siamo in uno dei tratti di campagna più belli e intatti del Parco Agricolo Sud.

 

Al Km 21 superiamo la Cascina Segrona, sede della Comunità Il Molino.

http://www.comunitailmolino.it/

Da 30 anni lavora per il recupero di tossicodipendenti.

 

Al Km 21,8 la Cascina Tavernasco, sede dell’azienda agricola dei Fratelli Rossi, che vende i propri prodotti e ha anche realizzato l’agriturismo Lo Stallino dove è possibile pranzare (3939072533). www.risorossi.it

 

La Tavernasco merita una visita approfondita. Infatti è una delle ultime cascine ad avere mantenuto in vita il sistema di coltivazione del foraggio su marcite. Il sistema della marcita sfrutta l’acqua tiepida dei fontanili e permette più raccolti di foraggio fresco durante l’anno. Fu Inventata e sperimentata dei monaci cistercensi. Questo metodo rimasto in uso presso la cascina sarà ripristinato a breve presso l’Abbazia di Chiaravalle.

Per info sulle marcite:
https://www.youtube.com/watch?v=ipEiMfwNGdk
ed anche su www.mumi-ecomuseo.it

 

Terminata la visita della Tavernasco, ritorniamo sulla strada e al Km 23 incontriamo la Cascina Femegro dei fratelli Brambilla, riconoscibile dai due grandi silos ricoperti di edera.

 


Splendido esempio di ripristino di una antica cascina lombarda del ‘400, è possibile prenotare visite e laboratori didattici per vedere in opera metodi di allevamento modernissimi. Acquistiamo prodotti a vero km 0, fra cui uno yoghurt senza uguali.

Anche qui grande ospitalità e cortesia: merita una sosta e una visita approfondita.

Per info:
http://www.cascinafemegro.it

 

 

Continuiamo immersi nella campagna più intatta, nel verde brillante delle risaie.

 

Proseguendo, al Km 24,4 arriviamo a Zibido San Giacomo dalla via Curiel nella bellissima piazza del Municipio e della chiesa rinascimentale di San Giacomo, con bellissimi affreschi.

Riprendiamo una ciclabile che corre sul marciapiede sinistro (via Lenin), quindi attraversiamo la SP 139 (via Togliatti) e giriamo a sinistra; dopo 200 m circa la pista si immette sulla destra in via San Giacomo.

 

 

Terzo tratto da Zibido a San Pietro Cusico, Gudo Gambaredo e al Museo del Gusto

 

Usciti da Zibido Incontriamo subito la maestosa Cascina Grande di proprietà della famiglia Pozzi. Oggi la cascina è una grande azienda agricola (ZIPO) che produce riso e foraggi per l’allevamento di bovini da latte.

L’area della cascina conserva una Pusterla viscontea del 400, con affreschi rinascimentali descritta nel prossimo riquadro.

Sulla strada c’è il chiosco per l’acquisto del latte sempre aperto dove vengono venduti i prodotti dell’azienda.  

www.zipo.it

 


Anche dalla strada si intravede la meravigliosa costruzione del 1400, la Palazzina Pusterla Busca Pozzi, detta appunto Ca’ Grande, nata come casino di caccia con affreschi di scene cortesi, duelli ariosteschi e stemmi nobiliari. All’interno il mulino in legno azionato ad acqua e il piccolo edificio con l’antico forno. La famiglia Pozzi apre le porte solo in occasione delle feste di Paese o su prenotazione (3492601886).

 

 

Subito dopo la Cascina Grande, si trova un’altra azienda agricola, Cascina Tessera.

 

Attraversiamo quindi la via Longarone e proseguiamo entrando contro mano in una via dove compare un cartello stradale che ci rincuora e che vorremmo vedere più spesso sulle nostre strade. Alla trattoria ‘Un pasto al volo” giriamo a sinistra in direzione della ciclabile del Naviglio Grande.

 

Dopo 200 m, superata la via 8 Marzo, ci immettiamo su un comodo sterrato seguendo l’indicazione per San Pietro Cusico (riportata anche dal cartello marrone del circuito “Camminando sull’Acqua”).

 

Costeggiamo per un tratto una bella roggia, ricca di fiori nella bella stagione…

 

………quindi la strada s perde in mezzo ai campi.

 

 

Al Km 27,50 il cartello indica che siamo arrivati a San Pietro Cusico e finisce la pista ciclabile. Proseguiamo dritto, facciamo una decisa curva a sinistra e arriviamo nella piazza dove vediamo l’antica cascina San Pietro rimessa a nuovo con appartamenti e centro civico. A destra la Chiesa con portale settecentesco dei Santi Pietro e Paolo. Nella piazza si trova anche la trattoria L’Osterietta (02900024839). All’altezza della chiesa giriamo a destra in via Marconi.

 

Dopo 400 m giriamo decisamente a sinistra su sterrato, che, dopo 800 metri si reimmette su strada asfaltata (km 29). Alla fine dello sterrato si potrebbe trovare una sbarra chiusa ma facilmente aggirabile in bici.

 

Km 29,7 siamo a Gudo Gambaredo, tipico paesotto agricolo lombardo.

 

Qui troviamo la Trattoria Santoro con cucina tipica lombarda. Nella bella stagione offre un bello spazio all’aperto per mangiare anche salamelle. All’incrocio giriamo a destra per Zibido.

 

Dopo 400 metri, all’incrocio con l’Azienda Agricola Quadrio Lorenzo giriamo a destra. Al Km 32,7 troviamo la Cascina Santa Marta, una più antiche della zona, oggi sede della comunità cattolica Memores Domini.

 

Scavalchiamo l’autostrada, proseguiamo sempre dritto; la strada fa una curva decisa a destra e poi al Km 33,8 giriamo a sinistra per ritrovarci, dopo 500 metri al ponticello sulla conca di Mairago sul Naviglio, con la Cascina Salterio e il Museo del Gusto e del Paesaggio sulla sinistra, pronto per essere visitato!

http://www.museosalterio.it/

Da qui possiamo riprendere la ciclabile lungo il Naviglio Pavese e tornare a Milano (poco meno di 10 km)

 

 

Testata e descritta da Manu e Mimmo

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